Skip to content
Fratture di clavicola e omero e lesioni della spalla dopo incidente: come si valuta il danno

Fratture di clavicola e omero e lesioni della spalla dopo incidente: come si valuta il danno

Le fratture di clavicola e di omero e le lesioni della spalla, compresa la cuffia dei rotatori, possono richiedere immobilizzazione, tutori, riabilitazione o un intervento chirurgico, con tempi di recupero anche lunghi. Ai fini del risarcimento contano la documentazione clinica, il nesso con l’incidente e la valutazione medico-legale degli eventuali postumi. In questa guida vediamo cosa sono, come si documentano e come viene valutato il danno.

  • La clavicola è l’osso che collega lo sterno alla spalla; l’omero è l’osso del braccio; la spalla è un complesso articolare che comprende anche i tendini della cuffia dei rotatori.
  • Una frattura può essere composta o scomposta e richiedere immobilizzazione, tutore, riduzione o un intervento con mezzi di sintesi.
  • La documentazione sanitaria (referti, esami, cartelle, controlli) è centrale.
  • Le lesioni della cuffia e dei tendini possono essere preesistenti o associate a processi degenerativi: il rapporto con il sinistro deve essere accertato nel caso concreto.
  • La sola diagnosi o la presenza di un intervento non determinano automaticamente una percentuale di invalidità.

Fratture di clavicola, omero e lesioni della spalla dopo un incidente: cosa sono

La clavicola è l’osso che collega lo sterno alla spalla ed è una sede frequente di frattura; l’omero è l’osso del braccio e può fratturarsi in diversi punti. La spalla è un complesso articolare che coinvolge, tra l’altro, l’omero e la scapola, con la funzione dei tendini della cuffia dei rotatori. A seconda della sede e del tipo, una frattura può essere composta o scomposta e richiedere trattamenti diversi. Le conseguenze possono includere dolore, limitazione della mobilità, rigidità o instabilità, la cui presenza ed entità devono essere accertate clinicamente. Queste lesioni vanno distinte da quelle di altre sedi, come le fratture di tibia, perone e caviglia.

Come si documentano

Una documentazione completa è utile per ricostruire la lesione, il percorso di cura e gli eventuali esiti. Può essere utile raccogliere e conservare:

  • referti del pronto soccorso e delle visite specialistiche (ortopedia, fisiatria);
  • esami strumentali (radiografie, TAC, risonanza magnetica) e relative relazioni;
  • cartelle cliniche di eventuali ricoveri e interventi;
  • documentazione relativa a gessi, tutori o mezzi di sintesi e ai successivi controlli;
  • documentazione di terapie, riabilitazione e fisioterapia nel tempo;
  • certificazioni relative ai periodi di malattia e di guarigione.

Sono utili anche gli aggiornamenti successivi, perché descrivono l’evoluzione della lesione e dei postumi.

Frattura scomposta, intervento e mezzi di sintesi: cosa cambia

In alcuni casi la frattura richiede una riduzione o un intervento chirurgico di osteosintesi, con placche, viti o altri mezzi di sintesi. La presenza dell’intervento e dei mezzi di sintesi è un elemento della storia clinica, ma non determina da sola una specifica percentuale di invalidità: la valutazione dipende dagli esiti anatomici e funzionali stabilizzati dopo la guarigione. Quando i mezzi di sintesi vengono successivamente rimossi, anche tale intervento e il relativo decorso costituiscono elementi della storia clinica da considerare nella valutazione complessiva, senza che la sola rimozione determini automaticamente un aumento del danno. In ogni caso la valutazione dipende dal caso concreto.

Lesioni della cuffia dei rotatori e dei tendini

La spalla può essere interessata anche da lesioni dei tendini, in particolare della cuffia dei rotatori: contusioni, lesioni parziali o rotture. Queste condizioni possono essere preesistenti o associate a processi degenerativi legati all’età: per questo il solo riscontro di un’alterazione con la risonanza magnetica non dimostra, da solo, che il sinistro ne sia la causa. Il trauma può però, in determinate situazioni, provocare una lesione, aggravare una condizione preesistente o rendere sintomatica una condizione già presente. Stabilire quale di queste ipotesi ricorra richiede una valutazione clinica e medico-legale che consideri, quando disponibili, la situazione precedente al sinistro, la dinamica dell’incidente e l’evoluzione dei sintomi.

Come si valuta il danno: inabilità temporanea e invalidità permanente

La valutazione medico-legale distingue, in genere, due profili. L’inabilità temporanea riguarda il periodo di malattia e guarigione, durante il quale la lesione limita temporaneamente le attività della persona; l’invalidità permanente riguarda invece gli eventuali postumi stabilizzati dopo la guarigione. Per una frattura di clavicola o omero o una lesione della spalla contano, tra l’altro, la sede e il tipo di lesione, il decorso, gli esiti clinici e funzionali (ad esempio rigidità, limitazione dei movimenti o dolore persistente) e la documentazione disponibile. La sola diagnosi, l’esecuzione di un intervento o la presenza di mezzi di sintesi non determinano automaticamente una specifica percentuale di invalidità.

Fratture di spalla e braccio e tabelle di risarcimento

Nei sinistri stradali la liquidazione del danno alla persona segue i criteri applicabili al caso concreto. Per le lesioni di lieve entità, fino a 9 punti di invalidità permanente, si applica il regime previsto dall’art. 139 del Codice delle assicurazioni; per le lesioni di non lieve entità, comprese tra 10 e 100 punti, rileva l’art. 138. Per i sinistri e gli eventi verificatisi dal 5 marzo 2025, trova applicazione, nei casi previsti dalla legge, la Tabella Unica Nazionale (T.U.N.) prevista dall’art. 138. La percentuale di invalidità deve comunque essere accertata sul piano medico-legale: non esiste un valore fisso collegato automaticamente a una frattura di clavicola o omero o a una lesione della spalla. Per il quadro generale puoi consultare la guida sul danno biologico permanente e tabelle e le tabelle di risarcimento.

Perché serve una valutazione medico-legale

La valutazione medico-legale serve ad accertare l’esistenza e l’entità degli eventuali postumi e la loro riconducibilità all’incidente, sulla base della documentazione clinica e degli accertamenti disponibili. È particolarmente utile quando gli esiti sono complessi, quando sono stati eseguiti interventi, quando esistono condizioni preesistenti o quando l’assicurazione contesta il nesso causale o l’entità dei danni. Se la lesione ha coinvolto il polso o la mano, i relativi punti di invalidità sono trattati nella guida dedicata ai punti di invalidità per la frattura del polso. La scelta dipende sempre dal caso concreto.

Fonti e aggiornamento

Le regole e i criteri possono cambiare: prima di decisioni importanti è opportuno verificare le fonti aggiornate e la situazione concreta.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non costituiscono consulenza legale o medica sul singolo caso.

Se hai riportato una frattura di clavicola o omero o una lesione della spalla in un incidente e vuoi capire come documentarla e valutarne gli eventuali postumi ai fini del risarcimento, puoi richiedere una valutazione della documentazione disponibile. L’esito e le modalità dell’eventuale assistenza dipendono dalle circostanze concrete.

Cristian Trilli è Tecnico Giuridico e proprietario e responsabile dello studio di infortunistica stradale, con avvocati esperti in incidenti a Roma, di Incidente Risarcito Gratis. Si occupa di gestire questa tipologia di pratiche legali ed anche di produrre contenuti informativi relativi all'infortunistica stradale e al risarcimento dei danni.

Comments (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su