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Risarcimento del passeggero in auto: cosa spetta a chi era a bordo e come richiederlo

Risarcimento del passeggero in auto: cosa spetta e come richiederlo

Chi era passeggero in un’auto coinvolta in un incidente, di norma non ha responsabilità nella dinamica e può avere diritto al risarcimento del danno. In caso di sinistro con coinvolgimento di almeno due veicoli, il passeggero (il cosiddetto “terzo trasportato”) può rivolgersi all’assicurazione del veicolo sul quale viaggiava secondo la procedura prevista dalla legge, senza dover attendere l’accertamento della responsabilità dei conducenti. In questa guida vediamo cosa spetta e come richiederlo.

  • Il passeggero di solito non ha parte nella responsabilità dell’incidente.
  • In caso di sinistro con almeno due veicoli, il “terzo trasportato” può rivolgersi all’assicurazione del veicolo su cui viaggiava.
  • Se nel sinistro è coinvolto un solo veicolo, si applicano le regole generali sull’azione diretta.
  • Il diritto al risarcimento non dipende, in via generale, dalla gratuità del passaggio.
  • Anche il comportamento del passeggero (ad esempio la cintura) può incidere sulla quantificazione.

Chi è il passeggero trasportato e perché la sua posizione è particolare

Il passeggero è la persona trasportata su un veicolo che non guida. Nella maggior parte dei casi non ha alcun ruolo nella causa dell’incidente: subisce il danno senza aver contribuito alla dinamica. Per questo la legge riconosce alla persona trasportata una tutela specifica, pensata per evitare che debba attendere la soluzione della controversia tra i conducenti per ottenere il risarcimento.

Chi paga il risarcimento del passeggero in auto

Quando nel sinistro sono coinvolti almeno due veicoli, salvo il caso fortuito, la legge prevede che il danno subito dal terzo trasportato sia risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale viaggiava, entro il massimale minimo di legge, a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti. Resta il diritto a chiedere l’eventuale maggior danno all’assicurazione del responsabile civile, se ricorrono i presupposti previsti dalla legge. Se invece nel sinistro è coinvolto esclusivamente il veicolo sul quale viaggiava il passeggero, questo meccanismo non si applica e occorre fare riferimento alla disciplina generale dell’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicurazione del responsabile civile. Sul punto la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza 30 novembre 2022, n. 35318, ha chiarito che la tutela prevista per il terzo trasportato presuppone il coinvolgimento di almeno due veicoli.

Trasporto a titolo di cortesia: cosa cambia

Molto spesso il passeggero è un amico o un familiare che viaggia a titolo gratuito. La gratuità del passaggio non esclude di per sé il diritto al risarcimento del passeggero che abbia subito un danno. La disciplina applicabile e l’eventuale rilievo della gratuità del trasporto dipendono però dalle circostanze concrete: si tratta di un profilo sul quale è utile una valutazione legale.

Cosa può chiedere il passeggero ferito

Il passeggero che ha subito un danno può avere diritto, a seconda del caso, a diverse voci:

  • Danno biologico, relativo alle lesioni accertate e valutato secondo i criteri applicabili al caso concreto.
  • Spese mediche sostenute e documentate.
  • Danno non patrimoniale, quando ne ricorrono i presupposti, da valutare nel caso concreto.
  • Danni alle cose di proprietà del passeggero, se danneggiate nel sinistro.

La quantificazione dipende dal tipo e dall’entità del danno e dalla documentazione disponibile.

Il mancato uso della cintura può incidere sul risarcimento

Il fatto che il passeggero non sia responsabile della dinamica dell’incidente non significa che ogni suo comportamento sia irrilevante. Ad esempio, il mancato utilizzo della cintura di sicurezza può, quando ne ricorrono i presupposti e sia provato il relativo contributo, incidere sulla quantificazione del risarcimento in relazione alle conseguenze del danno.

Come si richiede il risarcimento

Quando ricorrono i presupposti di legge, il terzo trasportato presenta la richiesta di risarcimento all’impresa che assicura il veicolo sul quale viaggiava, secondo la procedura prevista per il risarcimento. In caso di lesioni personali, la compagnia dispone, in base alla documentazione e agli accertamenti necessari, dei termini previsti dalla legge per formulare l’offerta o comunicare i motivi che impediscono di formularla: per le lesioni personali il termine ordinario per la formulazione dell’offerta è di novanta giorni dalla richiesta risarcitoria conforme ai requisiti di legge. Per capire come muoversi nei passaggi successivi a un sinistro puoi leggere cosa fare dopo un incidente stradale; per un inquadramento della procedura e dei tempi, vedi come funzionano procedimento diretto e ordinario. Se l’offerta ricevuta appare bassa, puoi vedere valutare se l’offerta è congrua.

Passeggero su autobus e mezzi pubblici

La posizione di chi viaggia su un autobus, un pullman o un altro mezzo pubblico segue regole in parte diverse, legate al trasporto pubblico e alla responsabilità del vettore. Se il tuo caso riguarda un mezzo pubblico, trovi le indicazioni dedicate in risarcimento per chi viaggia su autobus o mezzi pubblici.

Se il passeggero è un minore o un familiare del conducente

Quando il passeggero è un minore, o è un familiare del conducente, la gestione del risarcimento presenta aspetti particolari. In linea generale anche in questi casi il passeggero non è responsabile della condotta di guida e può avere diritto al risarcimento; la valutazione, però, dipende dal caso concreto. Se la responsabilità dell’incidente è contestata o ripartita, le indicazioni sono in quando la responsabilità è ripartita.

Domande frequenti

Cosa succede se l’incidente coinvolge solo l’auto sulla quale viaggiavo?

In questo caso non si applica il particolare meccanismo previsto per il terzo trasportato quando sono coinvolti almeno due veicoli. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza 30 novembre 2022, n. 35318, ha chiarito che, quando nel sinistro è coinvolto un solo veicolo, il passeggero deve fare riferimento all’azione diretta prevista nei confronti dell’assicuratore del responsabile civile.

Il passeggero ha sempre diritto al risarcimento?

Il passeggero di norma non è responsabile della dinamica, ma il diritto al risarcimento dipende dai presupposti di legge e dal caso concreto. Quando ricorrono i presupposti del meccanismo del terzo trasportato (sinistro con almeno due veicoli) può rivolgersi all’assicurazione del veicolo su cui viaggiava; negli altri casi si applicano le regole generali.

Il mancato uso della cintura può incidere sul risarcimento?

Sì. Il fatto che il passeggero non sia responsabile della dinamica non rende irrilevante ogni suo comportamento: il mancato utilizzo della cintura può, quando ne ricorrono i presupposti e sia provato il relativo contributo, incidere sulla quantificazione del risarcimento in relazione alle conseguenze del danno.

Fonti e aggiornamento

Le regole e le procedure possono cambiare: prima di decisioni importanti è opportuno verificare le fonti aggiornate e la situazione concreta.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno carattere generale e non costituiscono consulenza legale o medica sul singolo caso.

Se eri passeggero in un’auto coinvolta in un incidente e hai subito un danno, puoi richiedere una valutazione della documentazione disponibile. L’esito e le modalità dell’eventuale assistenza dipendono dalle circostanze concrete.

Cristian Trilli è Tecnico Giuridico e proprietario e responsabile dello studio di infortunistica stradale, con avvocati esperti in incidenti a Roma, di Incidente Risarcito Gratis. Si occupa di gestire questa tipologia di pratiche legali ed anche di produrre contenuti informativi relativi all'infortunistica stradale e al risarcimento dei danni.

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