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Omissione di Soccorso Stradale : Fuga e Risarcimento Danni; Quali Pene e Articoli | Quando Si Configura il Reato e Quando Scatta la Prescrizione | Cosa Fare Se è Coinvolto un Animale

Omissione di Soccorso Stradale: Cosa Bisogna Sapere su Fuga e Risarcimento Danni; Articoli, Pene e Prescrizioni; Quando Si Configura il Reato (Anche In Caso Sia Coinvolto un Animale).

Omissione di Soccorso Stradale ✅ Fuga e Risarcimento Danni; Quali Articoli e Quali Pene Sono Previste, Quando Scatta la Prescrizione; Cosa Fare Se mi hanno denunciato e come comportarsi se è Coinvolto un Animale.
Avvocato Civilista: Qual è il Suo Significato; Di Cosa Si Occupa e Cosa Fa; Quanto Costa e Che Differenza c'è Rispetto a Un Penalista

Indice – Omissione di Soccorso Stradale: Tutto Quello che Bisogna Sapere.

Omissione di Soccorso Stradale: Quando è Reato?

Quando si verifica un incidente stradale, chi lo ha causato o ha contribuito a causarlo ha l’obbligo di fermare il proprio veicolo e di offrire aiuto alle persone coinvolte (anche in caso di concorso di colpa); salvo che ciò non rappresenti un grave rischio per sé o per altri.

Si tratta di un dovere di civiltà e di solidarietà umana, che è previsto sia dal codice penale che dal codice della strada; e che viene disatteso da chi si rende responsabile del reato di omissione di soccorso stradale.

Questo comportamento è estremamente grave, perché può avere effetti drammatici sia per le vittime che per il colpevole.

Vediamo dunque in che cosa consiste questa tipologia di reato; come si differenzia dal reato di fuga, e quali sono le sanzioni che comporta.

Quando si configura il reato? Il reato di omissione di soccorso stradale si verifica quando chi ha provocato o partecipato a un incidente non fornisce assistenza alle altre persone coinvolte nel sinistro.

Questo obbligo vale per tutti gli utenti della strada che siano stati la causa scatenante dell’incidente, secondo il codice della strada.

Dunque ci devono essere alcune peculiari caratteristiche nell’evento per parlare di omissione:

  • una persona ferita, in pericolo o non autosufficiente.
  • la consapevolezza da parte del soggetto attivo di questa situazione; che ovviamente deve essere verificata in modo oggettivo.
  • l’omissione di avvisare immediatamente l’autorità o di fornire l’assistenza necessaria; secondo le proprie capacità e competenze.
  • il rapporto di causa ed effetto tra l’omissione e il danno alla persona soccorsa; che può essere una lesione o la morte.

In questo caso facciamo riferimento all’articolo 189 comma 7 del Cod. della Strada.

Differenze con il Reato di Fuga e Risarcimento Danni

Abbiamo dunque visto quando si configura questo reato; che è contrario al principio di civiltà e solidarietà umana; che impone a chiunque di soccorrere una persona in difficoltà, a meno che ciò non implichi un grave pericolo per sé o per altri.

Specifichiamo che questa tipologia di reato si configura anche in caso di pericolo “astratto”; non richiede cioè necessariamente che dall’incidente derivino effettivamente lesioni o morte; ma anche solo che ci sia una potenziale minaccia per la vita o l’incolumità delle persone coinvolte.

Ma attenzione: il reato di omissione di soccorso stradale si distingue dal reato di fuga; questo infatti viene identificato dall’art. 189 comma 6; e consiste nel non fermarsi dopo aver provocato o contribuito a provocare un incidente stradale.

Il reato di fuga (e risarcimento danni) ha una natura diversa da quello di omissione di soccorso, in quanto tutela l’interesse alla ricostruzione dei fatti e alla determinazione delle responsabilità; mentre il secondo tutela la vita e l’incolumità delle persone coinvolte.

Cioè il reato di fuga punisce la mancata identificazione di tutti i soggetti che sono stati coinvolti nell’incidente; mentre quello di omissione punisce il mancato sostegno sanitario a alle persone ferite nell’incidente.

Inoltre, il reato di fuga (e risarcimento danni) si configura anche se non ci sono danni alle persone, ma solo alle cose; mentre il reato di omissione di soccorso presuppone sempre la presenza di una persona in stato di bisogno.

Ovviamente i due reati possono essere commessi insieme dallo stesso soggetto, in quanto sono fattispecie indipendenti e non alternative; in questo caso il soggetto attivo incorre in una responsabilità penale aggravata; che può comportare anche la sospensione o la revoca della patente di guida.

Omissione di Soccorso Stradale: Pena e Articolo.

Quando si configura il reato quali sono le pene e le sanzioni previste? Ed a quale Articolo si fa riferimento?

Questi dipendono dalla gravità del danno causato alla persona soccorsa; secondo l’articolo 593 del codice penale la pena base per questo reato è fino a tre anni di carcere; per il reato di omissione di soccorso stradale si fa anche riferimento anche all’articolo 189 comma 7 del Codice della Strada.

Vediamo nel dettaglio le pene:

In caso di incidente con solo danneggiamenti alle cose l’omissione viene punita con 15-90 giorni di sospensione della patente; più multa fino a 1000 euro.

Nel caso di sinistro con un feriti si rischia dai 6 mesi fino a i 3 anni di carcere; con sospensione della patente da 1 a 3 anni più multa.

Ma la pena aumenta se a seguito del comportamento del colpevole deriva una lesione; e raddoppia se viene causata una morte.

In caso di omicidio stradale la pena non può comunque essere inferiore a 5 anni; e in caso di lesioni personali inferiore ai 3 anni.

Inoltre ai sensi dell’art.189 del codice della strada al colpevole di questo reato può venire sospesa la patenta da 18 mesi fino a 5 anni.

Si è già precedentemente detto che è ovviamente possibile compiere il reato di fuga e di omissione nello stesso atto illecito.
Al di fuori della casistica stradale riguardanti gli incidenti in generale chiunque non segnali un minore di 10 anni; o una persona in stato di smarrimento, abbandono, difficoltà o impossibilità di chiedere aiuto rischia fino a un anno di carcere, con multa fino a 2500 euro.

Quando scatta la Prescrizione per l' Omissione di Soccorso Stradale.

Il reato di omissione di soccorso consiste nel non prestare l’assistenza necessaria o nel non avvertire l’autorità di aver trovato una persona in stato di bisogno.

Ma quali sono i termini di prescrizione del reato di omissione di soccorso e quali sono le conseguenze per il colpevole?

Da un punto di vista penale questo reato è indicato nell’art. 593 del Cod. Penale e si configura in due casi:

  • omissione di soccorso di incapace: questa si verifica quando il soggetto attivo non avvisa l’autorità di aver trovato in stato di abbandono un bambino sotto i 10 anni di età; o qualsiasi altra persona incapace di essere autosufficiente per malattia, vecchiaia o altro;
  • omissione di soccorso di persona in pericolo: si verifica quando una persona non presta aiuto, e non allerta le forze dell’ordine, quando trova una persona in stato di ferimento; inanimazione o altrimenti in pericolo.

La prescrizione del reato di omissione di soccorso è il termine entro il quale il reato può essere perseguito penalmente;

il termine di prescrizione del reato di omissione di soccorso dipende dalla pena prevista per il reato stesso.

Se si tratta di “fatto illecito” la prescrizione sarà di 5 anni; in caso di sinistro stradale il termine entro cui bisogna agire è di 2 anni; ovviamente è indispensabile rivolgersi a personale tecnico qualificato nella gestione di tali delicate situazioni.

Tuttavia, se dall’omissione di soccorso deriva una lesione personale o una morte, la pena è aumentata o raddoppiata, e quindi il termine di prescrizione si allunga proporzionalmente.

Per calcolare il termine di prescrizione, bisogna tenere conto della data in cui si è consumato il reato e della data in cui si è interrotto il corso della prescrizione.

Il reato infatti si consuma nel momento in cui il soggetto attivo omette di prestare l’assistenza o di avvertire l’autorità; e il corso della prescrizione si interrompe quando viene compiuto un atto del procedimento penale nei confronti del colpevole, come ad esempio la notifica di un avviso di garanzia, la richiesta di rinvio a giudizio, la sentenza di condanna, ecc.

Ogni interruzione farà ricominciare il termine di prescrizione da capo in qua.

Le conseguenze del reato: Il Risarcimento Danni nel Processo Civile e nel Processo Penale (e il Fondo Vittime della Strada)

Chi commette il reato di omissione di soccorso deve rispondere sia sul piano penale che su quello civile; le conseguenze penali sono la reclusione e/o la multa, eventualmente aumentate o raddoppiate in caso di lesione o morte della persona soccorsa.

Ci si deve ovviamente occupare anche del Risarcimento Danni provocato; oltre a ciò, chi omette di soccorrere una persona in pericolo dopo aver causato o preso parte a un incidente stradale, si rende anche colpevole del reato fuga, come stabilito dall’articolo 189 del codice della strada; che prevede una pena detentiva da sei mesi a tre anni e la sospensione della patente da uno a cinque anni.

Le conseguenze civili sono il risarcimento dei danni alla persona soccorsa o ai suoi eredi.

Il Risarcimento Danni è costituito in una parte dal danno patrimoniale; che includerà le spese mediche che il danneggiato ha dovuto affrontare, le perdite di reddito, le menomazioni permanenti, ecc.

Ma un’altra parte del Risarcimento Danni è costituito dal danno non patrimoniale; questo invece andrà a calcolare il danno biologico, quello morale, esistenziale, ecc.

Per ottenere il pieno ristoro del Risarcimento Danni a seguito del reato di fuga o del reato di omissione è indispensabile rivolgersi a personale qualificato.

Nel processo penale, il responsabile è chi guida il veicolo. Se il guidatore e il proprietario sono persone diverse, solo il primo risponde penalmente, a meno che, entrambi a bordo del veicolo, non abbiano deciso di scappare dopo l’incidente.

In tal caso, vengono ritenuti colpevoli il guidatore ed il proprietario.

Se il guidatore non ha l’assicurazione, ci si può rivolgere al Fondo di garanzia per le Vittime della Strada; anche attraverso l’utilizzo dell’apposita casella mail.

Il fondo è a disposizione di tutte le vittime che hanno diritto a un risarcimento ma che purtroppo hanno subito incidenti da guidatori senza assicurazione.

Questa richiesta deve essere indirizzata all’Impresa individuata che è competente per territorio; e alla Consap s.p.a. che ha competenza su tale istituto.

Se vi sono le condizioni, suddetta Impresa pagherà il danneggiato.

La richiesta di risarcimento si deve fare solo contro tale impresa.

I massimali del fondo sono fino a 5.000.000,00 euro a persona per danni fisici e 1.000.000,00 euro per danni alle cose.

Nel Processo Civile

Nel processo civile, sono responsabili sia il guidatore che il proprietario; anche se il proprietario non era al volante.

Per quanto riguarda la responsabilità civile, il guidatore deve guidare con prudenza e curarsi della sicurezza degli altri guidatori o utenti.

Nella maggior parte degli incidenti con omissione di soccorso, chi ha causato l’incidente se ne va dalla scena dell’incidente principalmente perché sa che la sua condotta è stata pericolosa e lesiva; correre a forte velocità con il veicolo;  o non rispettare stop e segnaletica stradale; o assumere sostanze stupefacenti o guidare sotto effetto di alcol; sono tutti comportamenti che stabiliscono una colpa.

Ovviamente anche i comportamenti pericolosi o lesivi devono essere dimostrati ed accertati; al fine di stabilire eventuale colpe e responsabilità in tutte le sedi competenti.

Omissione di Soccorso Animali: Quando un Illecito Può Diventare un Reato.

Chi provoca un incidente stradale e non assiste l’animale investito è soggetto a una sanzione amministrativa; che può trasformarsi in una pena penale se l’animale perde la vita per il mancato soccorso.

Questa è la normativa vigente in materia di omissione di soccorso animali, che mira a tutelare la vita e il benessere degli animali; in particolare di quelli d’affezione, da reddito o appartenenti a specie protette.

Vediamo in cosa consiste l’omissione di soccorso animali, quali sono le sanzioni previste e come comportarsi in caso di investimento di un animale.

L’omissione di soccorso animali è un illecito amministrativo previsto dall’articolo 189 del codice della strada, che si verifica quando il responsabile di un incidente stradale non si ferma a prestare soccorso a un animale che ha investito o che è stato investito da altri veicoli.

L’obbligo di soccorso vale non solo per chi guida automobili o motociclette, ma per qualsiasi circolante stradale che abbia causato il sinistro.

L’omissione di soccorso animali comporta due obblighi per il soggetto attivo:
• fermarsi immediatamente sul luogo dell’incidente;
• chiamare le autorità competenti per il soccorso degli animali, come l’ASL, la forestale, i vigili urbani, i carabinieri o la polizia stradale.

Se non si ottemperano questi compiti si attua un illecito amministrativo; questo prevede una multa dai 400 fino a 1600 euro.

La sanzione scatta anche se l’investimento è non volontario; come nel caso di un animale che attraversa improvvisamente la strada.

L’omissione di soccorso nei riguardi degli animali è basata sul rispetto della vita presente nei diritto italiano; l’animale è dunque un essere vivente, non una cosa.

Ed è dunque ritenuto un illecito di per sé; cioè per configurarsi non ha necessariamente bisogno dell’avvenimento della morte dell’animale; già la teorica minaccia lo può configurare.

Quando l’omissione di soccorso animali diventa reato.

L’omissione di soccorso nei confronti di un animale può però diventare reato penale se l’animale, a seguito dell’omissione, muore.

Qui infatti interviene il reato di uccisione di animale; richiamato all’art. 544 del cod. pen. che stabilisce fino 2 anni di carcere per chi uccide un animale senza necessità.

Il reato di uccisione di animale si basa sul principio di protezione della vita animale, che è considerata un “valore giuridico rilevante”.

Si tratta di un reato di evento, che richiede che dall’azione o dall’omissione del soggetto attivo derivi effettivamente la morte dell’animale; per integrare il reato di uccisione di animale per omissione di soccorso, occorre che sussistano specifici requisiti:

• la presenza di un animale d’affezione, da reddito o appartenente a specie protette, che sia stato investito o coinvolto in un incidente stradale;

• la conoscenza da parte del soggetto attivo della situazione di pericolo o di bisogno dell’animale;

• l’omissione di fermarsi o di chiamare le autorità competenti per il soccorso dell’animale;

• il nesso causale tra l’omissione e la morte dell’animale, che deve essere accertato con criteri di ragionevole certezza.

Come devo comportarmi se investo un animale.

In caso di investimento di un animale, il primo passo da fare è fermarsi e accertarsi delle condizioni dell’animale.

Se l’animale è vivo, bisogna chiamare le autorità competenti per il soccorso; come l’ASL, la forestale, i vigili urbani, i carabinieri o la polizia stradale; e seguire le loro indicazioni.

Se l’animale è morto, bisogna comunque avvisare le autorità e attendere il loro arrivo.

Se possibile, bisogna anche cercare di identificare il proprietario dell’animale; se si tratta di un animale domestico, o la provenienza dell’animale, se si tratta di un animale selvatico. Inoltre, bisogna raccogliere i dati dei testimoni dell’incidente e delle altre persone coinvolte; e compilare il modulo di constatazione amichevole, se previsto.

Se l’investimento di un animale ha causato danni al veicolo o a persone, bisogna anche informare la propria assicurazione e richiedere il risarcimento dei danni.

Se invece l’investimento di un animale ha causato danni all’animale stesso o al suo proprietario, bisogna essere pronti a rispondere delle proprie responsabilità civili e a pagare il risarcimento dei danni.

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Via Flavio Stilicone 94, 00175, Roma

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