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Frattura Femore Punti di Invalidità

Tutto Quello che Bisogna Sapere e Cosa Bisogna Fare in caso di Frattura al Femore e Punti di Invalidità.

Frattura Femore Punti di Invalidità: quanti soldi sono ogni punto; cosa bisogna sapere e cosa bisogna fare.
Frattura Femore Punti di Invalidità: quanti soldi sono ogni punto; cosa bisogna sapere e cosa bisogna fare.

Attenzione: si consiglia di attenersi alla Sentenza n.11606 del 2005 della Suprema Corte di Cassazione che invita i cittadini a non gestire da soli i propri incidenti ma a rivolgersi sempre a personale qualificato nella trattazione di questi; viceversa potrebbero avere problemi nell’affermare i propri diritti nei confronti delle compagnie assicurative; e dunque nel vedere riconosciuto il pieno risarcimento del danno.

Frattura Femore Punti di Invalidità: Che Cos'è e Quando Avviene

La frattura del femore è una lesione grave e dolorosa che colpisce l’osso più lungo della coscia; tale condizione può essere particolarmente debilitante e richiede cure mediche tempestive e adeguate per favorire il più velocemente possibile il recupero.

Questa tipologia di frattura può essere composta o scomposta; nel caso di frattura scomposta spesso è necessaria un’operazione chirurgica per favorire il corretto e pieno recupero funzionale.

La frattura del femore può essere causata da traumi, come nel caso di cadute o incidenti automobilistici (anche con concorso di colpa); o può verificarsi a seguito di uno stato indebolimento o degenerazione osseo dovuto a patologie come l’osteoporosi; una condizione irreversibile che rende le ossa progressivamente sempre più fragili e suscettibili a rotture.

Anche una cattiva alimentazione, un basso apporto di calcio e vitamina D; o l’uso di alcuni farmaci come i corticosteroidi e l’abuso di alcol, possono facilitare l’indebolimento osseo.

I sintomi di questa tipologia di frattura possono includere un dolore intenso nella zona dell’anca o dell’inguine; l’incapacità di sostenere il peso sulla gamba colpita; un accorciamento o una deformità evidente della gamba; edema e lividi nella zona colpita.

Per accertare la frattura bisogna effettuare esami radiografici come un’analisi ai raggi X o una risonanza magnetica; sono questi i test che consentono infatti ai medici di determinare la posizione esatta e la gravità della frattura.

In alcuni casi, può essere necessario eseguire anche una scansione TC per ottenere immagini più dettagliate.

Come Calcolare e Come Ottenere il Risarcimento Per Frattura Femore Punti di Invalidità.

Per quanto riguarda il risarcimento va detto che la frattura del femore può causare una disabilità temporanea o permanente; nel caso in cui si voglia ottenere un risarcimento dopo avere subito questa tipologia di danno è assolutamente indispensabile rivolgersi a personale qualificato; studi legali, avvocati esperti nel settore e tecnici qualificati sono persone a cui il cittadino deve assolutamente rivolgersi nel caso in cui debba ottenere un risarcimento a seguito di questa lesione.

È la stessa Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n.11606 del 2005, che stabilisce che i cittadini devono sempre rivolgersi a personale qualificato per ottenere il congruo risarcimento dopo avere subito un danno; mai cercando di gestire la pratica in maniera autonoma.

Questo perché, scrive la Corte, “l’istituto assicuratore non solo è economicamente più forte ma anche tecnicamente organizzato e professionalmente attrezzato per affrontare tutte le problematiche in materia di risarcimento del danno da circolazione stradale”.

Viceversa, come ha fatto notare il Giudice di Pace di Cagliari, “ il danneggiato quando non è assistito da un Avvocato si trova a dover sottostare alle condizioni risarcitorie imposte dalla propria compagnia che gode di una posizione prevalente, accontentandosi di quanto viene offerto dai liquidatori, i quali hanno come loro primo obiettivo di rispettare le esigenze di bilancio delle assicurazioni dove prestano servizio”.

Dunque affermata l’importanza di chiedere assistenza legale procediamo ad esaminare la tematica di come ottenere il congruo risarcimento (anche con l’ausilio di avvocato civilista); dopo avere subito la frattura del femore, magari a seguito di un incidente stradale.

Cosa Bisogna Fare Immediatamente

Anzitutto di fondamentale importanza è ottenere un referto di Pronto Soccorso entro le 48 ore successive dall’evento; che attesti la presenza della lesione.

Se si tratta poi di una lesione dovuta a seguito di un sinistro stradale si consiglia di effettuare immediatamente la richiesta formale per ottenere il rilascio del verbale dalle forze dell’ordine; in questo modo si velocizzeranno i tempi di rilascio.

Generalmente nel caso di un incidente stradale con feriti, i tempi di rilascio sono fra i 60-90 giorni.

Il referto del Pronto Soccorso è documento fondamentale perché attesta l’accadimento; partendo da questa base l’avvocato/tecnico qualificato inizierà a quantificare il risarcimento del danno subito dal cittadino.

Per quanto riguarda il danno subito da una persona bisogna fare riferimento alla quantificazione del Danno Biologico subito; questo può constare di due parti: l’invalidità temporanea e l’invalidità permanente.

Procediamo con analizzarle entrambe.

Invalidità Temporanea ed Invalidità Permanente: Quanti Soldi Si Ottengono Per Ogni Punto.

Cos’è l’Invalidità Temporanea? E come viene pagata?

Nella prima fase si ha il riconoscimento dell’Invalidità Temporanea; cioè partendo dal referto del Pronto Soccorso vengono calcolati i giorni in cui il paziente ha subito quella che viene definita “un’invalidità temporanea”; i giorni cioè che sono il necessario ed inevitabile periodo di cura.

I giorni, cioè, che una persona impiega a riprendere, quanto più possibile e se possibile, la propria mobilità, salute e vita che aveva prima del danno.

L’invalidità, per ognuno di questi giorni, viene calcolata in base ad una percentuale; nei giorni immediatamente successivi, verosimilmente quelli in cui una persona deve stare allettato ed immobile, vedremmo dunque riconosciuta un’invalidità temporanea del 100%; successivamente, con il decorso e dunque il miglioramento dello stato clinico, la persona aumenterà il proprio stato di salute e, dunque, le attività che è in grado di compiere.

In tal caso potremmo avere dunque una serie di giorni dapprima al 100% di invalidità; poi al 75% ; poi al 50% e poi al 25%.

Dunque per quanto riguarda il calcolo dell’invalidità temporanea potremmo avere: 7 giorni al 100% di invalidità; 5 giorni al 75%, 4 al 50% e 4 al 25%; ovviamente con la discesa della percentuale di invalidità (inversamente proporzionale al miglioramento della salute) diminuisce l’entità del risarcimento spettante.

Ad un giorno di invalidità al 100% viene riconosciuto un risarcimento di circa 50 euro; dunque con lo scendere di questa percentuale, e dei giorni riconosciuti, inizia a scalare anche l’importo del risarcimento spettante.

Differenti Tipologie di Invalidità Permanente: Microlesioni o Macrolesioni.

Terminato il processo medico di guarigione, e la massima ripresa funzionale possibile, può iniziare la valutazione degli eventuali danni permanenti che si sono subiti; questi sono dunque quei danni stabili e duraturi che influenzeranno negativamente il resto della vita del danneggiato.

L’eventuale valutazione di danni, e dunque di invalidità permanente, può essere effettuata solo da personale medico-legale; solamente loro possono scientificamente comprovare l’invalidità; e stabilirla in punti percentuali.

A titolo esemplificativo possiamo dire che danni comprovati fra lo 0% e il 9% di invalidità possono venire indicati come lesioni micro permanenti; una percentuale superiore al 9% indica invece lesioni macro permanenti.

Dunque se le lesioni sono micro permanenti (fra 0% e 9%) bisognerà osservare l’apposita tabella (qui scaricabile) prevista dall’art.139 Dlgs 209/2005.

Attenzione: anche l’età è uno degli elementi che viene considerato nell’elaborazione del punteggio per l’invalidità permanente.

Se invece vengono identificate lesioni macro permanenti (superiore al 9% dunque) bisognerà fare riferimento alle apposite tabelle stabilite dai Tribunali di Roma e Milano.

Queste perché il parlamento non è stato in grado nel corso degli anni di stilare un’unica tabella di riferimento nazionale; la suprema Corte di Cassazione, chiamata a giudicare in proposito, con la sentenza n.12408/2011, ha dunque sancito la necessità di avere un riferimento unico.

Sempre più spesso questo viene dunque identificato o con le tabelle del Tribunale di Roma (qui scaricabili) o con quelle del Tribunale di Milano (qui scaricabili).

Quanti Soldi per Ogni Punto di Invalidità?

Si è già fatto notare, attraverso specifiche sentenze emanate, che il cittadino deve assolutamente rivolgersi a personale legale qualificato per ottenere il risarcimento del danno; proprio per la difficoltà e la complessità di tale trattazione (attenzione inoltre alle novità previste dalla Riforma del Codice della Strada del 2023; anche relative alle omissioni di soccorso stradale).

Se volessimo però, a scopo esemplificativo, fornire delle indicazioni generali potremmo dire che per un punto percentuale di invalidità permanente l’importo base è all’incirca di 870 euro; con un valore che decresce di mezzo punto (dello 0,5%) per ogni anno di età; questo perché viene considerata l’incidenza e le ripercussioni negative, in termini di deficit, che il danno permanente può avere durante gli anni di una vita.

Cioè una persona molto giovane avrà, presumibilmente, molti più anni davanti a sé menomati o resi più difficili da un danno permanente; rispetto, ad esempio, ad una persona molto anziana.

La valutazione è dunque estremamente soggettiva e varia inevitabilmente da caso a caso.

A una frattura diafisaria del femore che registra una scarsa limitazione funzionale si potrebbe attribuire un’invalidità del 4%; o fra il 5% – 7% nel caso di una frattura operata chirurgicamente, con poche o leggere conseguenze funzionali.

O sopra il 15% se la frattura presenta pseudoartrosi e comporta l’eventuale obbligo di utilizzare un tutore per camminare o muoversi; o al 30% se si presenta un’anchilosi completa del femore.

Quanto tempo ci vuole per camminare dopo frattura femore? Tempi di recupero e prognosi .

Il trattamento di una frattura del femore dipende dalla gravità della lesione e da altri fattori prettamente individuali; la chirurgia, soprattutto nel caso di fratture scomposte, è spesso necessaria per riposizionare e fissare l’osso fratturato; questo può essere fatto mediante l’utilizzo di chiodi, viti o placche.

Dopo l’intervento chirurgico, è essenziale seguire un periodo di riposo e riabilitazione per consentire al femore di guarire correttamente.

Durante questa fase, il paziente potrebbe dover utilizzare stampelle o un deambulatore per sostenere il peso corporeo e facilitare la mobilità.

Qual è il tempo di recupero per questo tipo di frattura?

Il tempo di recupero per questa tipologia di frattura varia a seconda della gravità della lesione e delle caratteristiche individuali del paziente; in generale, il processo di guarigione richiede diversi mesi, durante i quali sarà fondamentale seguire le indicazioni del medico e del fisioterapista.

Durante il percorso di riabilitazione generalmente vengono applicati previsti esercizi mirati a rafforzare i muscoli circostanti e finalizzati a migliorare la mobilità dell’articolazione dell’anca.

La prognosi dipende dall’età del paziente, dalla salute generale e dal livello di impegno nella riabilitazione.

Dopo quanto tempo posso riprendere a camminare? È possibile prevenire questa tipologia di infortunio?

All’incirca dopo 2-3 mesi ci può essere una ripresa significativa; ovviamente è impossibile indicare delle date temporali universalmente valide; un giovane di 20 anni avrà molto probabilmente tempi di recupero estremamente accorciati rispetto a un anziano affetto da osteoporosi.

Prevenire le fratture del femore è inoltre possibile attraverso alcune misure di prevenzione; mantenere una dieta equilibrata ricca di calcio e vitamina D aiuta a mantenere le ossa forti e sane.

L’esercizio regolare, in particolare l’attività di resistenza e il potenziamento muscolare, contribuisce a migliorare la densità ossea e riduce il rischio di fratture.

Ridurre al minimo, o se si riesce eliminare, il consumo di alcol e di tabacco anche è di fondamentale importanza.

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