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Avvocato Esterno Assicurazione: quando è Gratuito e quando va Pagato

Avvocato Esterno Assicurazione: in quali casi l'Assicurazione non paga le spese legali e quanto costa l'Avvocato?

Avvocato esterno assicurazione: tutto quello che bisogna sapere
Avvocato esterno assicurazione: tutto quello che bisogna sapere

Avvocato Esterno Assicurazione: è gratuito o lo devo pagare?

È utile subito chiarire un punto, prima di procedere con gli approfondimenti relativi alla tematica: in caso di incidente stradale il cittadino è sempre libero di scegliersi l’avvocato che vuole (anche in caso di concorso di colpa); per tutelare i suoi interessi.

Dunque in caso di attivazione dell’Rc Auto, l’Assicurazione non può imporre il proprio avvocato al cittadino.

È utile specificare ciò perché molte volte, quando si stipula una polizza per la responsabilità civile o per gli infortuni, viene proposto dalla compagnia al cliente anche di stipulare una polizza di tutela legale.

Questa polizza può essere utilizzata in caso di sinistro stradale o infortunio per proteggere i nostri diritti in sede legale.
La maggior parte delle persone si chiede se, sottoscrivendo questa polizza, sia possibile al momento dell’attivazione, nominare un avvocato esterno all’assicurazione; per tutelare i propri diritti ; ed anche per evitare di incorrere nella prescrizione della propria richiesta.

O se in questo caso sia obbligatorio nominare un avvocato indicato della compagnia di assicurazione.

Come si è già detto in caso dell’Rc Auto il cittadino è libero di scegliersi l’avvocato che vuole.

Ma anche con la polizza di tutela legale, il cittadino rimane libero nella scelta del legale; a meno che non vi sia un espresso punto del contratto (che il cittadino deve avere firmato) che vieta la scelta.

Ma la stragrande maggioranza delle polizze di tutela legale consente la libertà di scelta (qui puoi leggere la guida completa alla polizza tutela legale: costi, massimali e coperture)

Cosa si intende per “Avvocato Esterno all’Assicurazione”?

Per capire questo, è importante chiarire il significato di “avvocato esterno all’assicurazione”; intendiamo in questo caso un professionista che non abbia alcun legame o rapporto con le compagnie di assicurazione; e che dunque non lavori ne direttamente ne indirettamente per loro.

Questo tipo di avvocato si occupa sempre della difesa dei diritti del danneggiato in caso di sinistro stradale; promuovendo, se necessario, cause di risarcimento a favore del danneggiato.

Viceversa dunque un avvocato “interno” alle compagnie di assicurazione è un professionista che ha rapporti commerciali con le stesse; e viene incaricato dalle stesse per costituirsi in giudizio per loro conto.

In questo ambito vi è stata anche un’importante sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che con la sentenza C-667/18 ha stabilito che il cittadino è libero di scegliere di farsi rappresentare dall’avvocato che vuole.

Cioè anche nel caso di una polizza di tutela legale, la compagnia di assicurazione non può impedire al danneggiato di nominare un avvocato esterno all’assicurazione.

L’assicurato ha quindi la libertà di scegliere a quale legale affidare l’incarico per ottenere il risarcimento dei danni subiti; indipendentemente dalla decisione della compagnia di assicurazione.

Dunque anche se l’assicurazione non ritiene o insiste per la scelta di un avvocato di sua nomina, in caso di incidente il cittadino potrà scegliere il legale che predilige; a meno che nella sua polizza non vi sia un’apposita clausola che obbliga la scelta dell’avvocato.

Ma, in tal caso, la clausola deve essere chiara ed esplicita nel contratto firmato dal cittadino.

Come scelgo allora il legale?

Per la nomina di un legale esterno alla compagnia assicurativa, che come già accennato non è vincolata dalla legge, è importante considerare soprattutto la sua specializzazione ed esperienza; soprattutto per quanto riguarda le disposizioni legali riguardanti il risarcimento dei danni in caso di sinistro stradale.

In tal caso infatti l’incarico andrebbe dato prima possibile; poiché solo così sarà possibile documentare al meglio tutti i danni subiti; e sarà possibile instradare la pratica nella maniera corretta.

L’avvocato esperto in materia di sinistri stradali fornirà immediatamente la migliore assistenza al danneggiato dell’incidente; identificando il soggetto esatto da costituire in mora e identificando le eventuali clausole contrattuali che potrebbero ostacolare il riconoscimento dei suoi diritti.

Rivolgendosi ad legale con esperienza specifica si ha la garanzia di non commettere errori procedurali o termini; relazionandosi formalmente con la compagnia assicurativa in modo corretto, al fine di ottenere un rapido e completo risarcimento.

Quanto costa un Avvocato?

Quando le spese legali le paga l’assicurazione

In caso di sinistro con colpa della controparte, le spese legali del danneggiato sono a carico dell’assicurazione responsabile — non del cliente. Questo avviene sia nella fase stragiudiziale che in quella giudiziale: se si va in causa e il giudice riconosce il risarcimento, la sentenza condanna la compagnia al rimborso delle spese legali sostenute dalla vittima, liquidate secondo i parametri del D.M. 55/2014 (aggiornato dal D.M. 147/2022).

In pratica, il danneggiato che si rivolge a un avvocato esterno specializzato in sinistri stradali, nella maggior parte dei casi, non anticipa e non paga nulla: l’assistenza stragiudiziale è gratuita presso Incidente Risarcito Gratis, e le spese giudiziali — qualora si rendesse necessario procedere in tribunale — vengono recuperate dall’assicurazione della controparte in sede di sentenza.

Polizza Tutela Legale: come funziona la scelta dell’avvocato esterno

La polizza di tutela legale è una copertura assicurativa opzionale che copre le spese legali in caso di controversia. Molte persone la sottoscrivono abbinandola alla RC Auto, senza sapere esattamente cosa prevede. I punti chiave da conoscere sono:

  • Libertà di scelta garantita dalla CGUE: la sentenza C-667/18 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea stabilisce che l’assicurato ha il diritto di scegliere liberamente il proprio avvocato anche quando si avvale della polizza tutela legale.

  • L’assicurazione rimborsa le spese: se si nomina un avvocato esterno, la compagnia è tenuta a rimborsare le spese legali nei limiti del massimale previsto dalla polizza.

  • Clausole restrittive: alcune polizze prevedono un massimale di rimborso per le spese legali (es. 5.000–10.000 €) o richiedono di comunicare il nominativo del legale entro un certo termine. È fondamentale leggere il contratto prima di procedere.

  • Conflitto di interessi: l’avvocato “interno” all’assicurazione tutela gli interessi della compagnia, non del cliente. Per controversie che coinvolgono la propria assicurazione (es. procedimento diretto), nominare un avvocato esterno elimina il conflitto di interessi.

Cosa fare se l’assicurazione si oppone alla scelta del legale esterno

Se la compagnia insiste per imporre il proprio avvocato o si rifiuta di rimborsare le spese del legale scelto dal cliente, è possibile:

  1. Citare la sentenza CGUE C-667/18 nella comunicazione formale alla compagnia

  2. Presentare reclamo scritto all’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) tramite il modulo disponibile sul sito ivass.it

  3. Rivolgersi all’Arbitro Assicurativo, strumento di risoluzione alternativa delle controversie gratuito per il consumatore

In tutti questi casi, la presenza di un avvocato esterno specializzato rafforza la posizione del danneggiato fin dal primo momento.

Dunque sicuramente possiamo distinguere tra lavoro nella fase stragiudiziale e lavoro nella fase giudiziale; per fase stragiudiziale intendiamo quella prima fase della controversia nella quale l’assicurazione ed il legale che rappresenta il cittadino cercano una forma di accordo.

La fase stragiudiziale è obbligatoria per legge; cioè per la legge italiana le compagnie assicurative e gli avvocati hanno l’obbligo di cercare una prima soluzione bonaria alla controversia; prima di procedere con la denuncia ed andare eventualmente a processo.

Se questa prima fase dovesse andare a buon fine, la controversia è risolta; cioè la compagnia assicurativa ed il legale trovano un accordo ritenuto giusto da ambo le parti e non c’è bisogno di andare in causa.

Se volessimo dare delle informazioni necessariamente generiche (solo per avere un’idea) possiamo dire che la parcella legale per un sinistro stradale viene calcolata in percentuale rispetto all’importo del risarcimento; generalmente può aggirarsi intorno al 10-20% dell’intera cifra riconosciuta.

Lo studio di Incidente Risarcito Gratis per la risoluzione stragiudiziale (senza andare in causa) però non fa pagare nulla ai propri clienti; la scelta dello studio è che l’assistenza legale stragiudiziaria è totalmente gratuita.

In questo modo potranno potranno ricevere il rimborso e risolveranno la propria controversia con l’assicurazione, senza dovere affrontare un processo; e, soprattutto, senza pagare nulla.

Altri studi possono richiedere ulteriori spese legali; come si è già detto non esista una metodologia univoca per prevedere a priori i costi che potrebbero essere affrontati in una causa.

L’entità della causa è da sempre l’elemento cardine sul quale si basa il compenso legale; nella sentenza del giudice troveremo il dettaglio delle spese legali dovute alla parte perdente.

Il cittadino può dunque chiedere un preventivo al legale; questo allora lo stilerà tenendo in considerazione tutti gli elementi necessari.

L’avvocato prima di presentare il preventivo valuterà alcuni elementi sui quali baserà la richiesta del proprio compenso; ad esempio: quanto potrebbe durare il procedimento; o il valore complessivo della causa; l’eventuale difficoltà della pratica o il numero delle parti coinvolte nel procedimento; altro fattore importante potrebbe essere quello dell’eventuale trasferta, nel caso in cui ci fosse distanza dal tribunale che ha la competenza.

In ogni caso, l’avvocato dovrebbe sempre fornire al cliente una stima dettagliata delle spese legali, inclusi i costi di ogni servizio offerto, come la consulenza e l’assistenza in tribunale. Inoltre, i costi potrebbero variare a seconda della regione in cui si trova l’avvocato e del tipo di pratica legale svolta (si consiglia inoltre di leggere le novità previste dalla Riforma del Codice della Strada del 2023).

FAQ

D: Posso scegliere un avvocato esterno anche se ho la polizza tutela legale?
R: Sì. La sentenza C-667/18 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea stabilisce che l’assicurato ha sempre il diritto di scegliere liberamente il proprio avvocato, anche quando attiva la polizza di tutela legale. La compagnia non può imporre il proprio legale, salvo che nel contratto firmato dal cliente vi sia una clausola esplicita e chiara che lo prevede.

D: Quanto costa un avvocato esterno per un sinistro stradale?
R: Se la colpa è della controparte, le spese legali sono a carico della sua assicurazione. Lo studio Incidente Risarcito Gratis non chiede nulla per la fase stragiudiziale: l’assistenza è completamente gratuita. Solo in caso di causa, i costi legali vengono recuperati dalla compagnia condannata in sede di sentenza, secondo i parametri del D.M. 147/2022.

D: L’assicurazione può rifiutarsi di pagare l’avvocato che ho scelto io?
R: No, salvo clausola contrattuale esplicita. Se la compagnia si oppone illegittimamente alla scelta del legale esterno, è possibile presentare reclamo all’IVASS o ricorrere all’Arbitro Assicurativo. La giurisprudenza europea (CGUE C-667/18) è chiara: la libertà di scelta del legale è un diritto dell’assicurato.

D: Cosa succede se l’avvocato esterno costa più del massimale della polizza tutela legale?
R: La polizza rimborsa le spese legali fino al massimale previsto dal contratto. L’eccedenza — se presente — è a carico del cliente, oppure viene recuperata dalla parte soccombente in caso di vittoria in giudizio. Prima di procedere è sempre utile verificare il massimale della propria polizza.

D: È vero che l’avvocato dell’assicurazione tutela la compagnia, non me?
R: Sì, soprattutto nei casi di procedimento diretto (art. 149 D.Lgs. 209/2005), dove la propria assicurazione gestisce il risarcimento per conto di quella della controparte. In questi casi l’avvocato “interno” opera nell’interesse della compagnia. Un avvocato esterno, scelto direttamente dal danneggiato, tutela esclusivamente i suoi interessi.

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